Appuntamenti di oggi 13 marzo in diretta streaming dalla Cattedrale

Pubblicato giorno 13 marzo 2020 - Notizie

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Comunichiamo che questo pomeriggio verranno trasmesse dalla Cattedrale, in diretta streaming, le seguenti funzioni religiose:

Ore 16,30: Adorazione Eucaristica e Via Crucis

Ore 19,00: S. Messa

Di seguito riportiamo il testo che verrà utilizzato per la Via Crucis, così da favorire la preghiera anche da casa.

Via Crucis in tempo di Corona Virus

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Benediciamo il Signore in ogni tempo. Eterna è la sua misericordia.

Ogni tempo ha la sua strada lungo cui rivivere sulla propria pelle quel lontano Venerdì santo, dalle cui pagine il Nazareno ha scritto tra le pieghe della storia, con l’inchiostro indelebile della sua esistenza, che la Vita vince sempre, soprattutto quando l’Amore si innesta all’albero della storia quotidiana di ogni persona e di ogni popolo.

Il Signore Gesù non fugge, ma abita ogni Zona rossa della storia e la fa via di Amore, di quell’Amore capace di rivoluzionare ogni oggi e di renderlo spazio di gratitudine. Un oggi che porta gli stessi sintomi di quel suo Venerdì santo: paura, angoscia, distanza… dita puntate, mani lavate… cronaca su cui trova spazio il racconto della morte.

Ma se per un attimo ci fermassimo a contemplare tutto il brulichio di Amore che quest’oggi sta innescando, forse da questa Via Crucis decideremmo insieme di strappare le pagine che raccontano di cadute e di pianto, per lasciarci affascinare dai gesti di tenerezza e di compassione, di cura e di carità che innescano un grazie per tutto e il grazie per tutti.

Entriamo insieme, allora, nell’attuale nostra Zona rossa in cui l’Amore, che tutto crede, tutto spera, tutto sopporta, sta facendo scorrere un rigagnolo di Luce in quest’oggi che ci sembra tanto pauroso e tenebroso.

 

  1. Donaci, Signore, uno sguardo

capace di vedere oltre ciò che sembra,

per cogliere i segni della tua presenza

lì dove l’Amore trasforma una Zona rossa di isolamento

in una Zona rossa di passione

in cui l’umanità ritrova il gusto

dell’arte samaritana della cura e del dono. 4

 

I stazione

Gesù è condannato a morte

  1. Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
  2. Perché con la tua croce hai redento il mondo

L1. «Pilato disse: “Non trovo nessuna colpa in quest’uomo”. Nonostante questo, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso».

Lc 23,4; Mt 27,26 5

L2. Se in quel lontano Venerdì Santo, alla richiesta se liberare o meno Gesù, la condanna è passata da una risposta negativa, oggi la paura è se la risposta alla domanda fatta ad un tampone risulti essere positiva.

E quanti se la ritrovano tra le mani si sentono condannati all’isolamento, a portare il peso di essere infetti con tutte le paure che il virus porta con sé. Paura di non uscirne facilmente, paura di dover rimanere soli, paura di diventare vettore per le persone che si amano. Ma la paura che cerca di stendere a terra la gioia di vivere, non può trasformarsi in terrore.

L’innocenza, ancora una volta, si trova di fronte alla prova di dover passare una notte insonne, ma si può decidere di trasformarla in attesa, magari con una lampada accesa.

  1. Ti ringraziamo, Signore,

perché non permetti mai di attraversare la notte

senza garantirci una Luce.

La metti da sempre nelle nostre mani,

ma aiutaci a cercarla e a trovarla,

ad accenderla e a custodirla,

perché dalla paura possa presto scaturire la speranza. 6

 

II stazione

Gesù è caricato della croce

  1. Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
  2. Perché con la tua croce hai redento il mondo

L1. «Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota».

Gv 19,16-17 7

L2. Che peso! Da un momento all’altro ci si trova schiacciati come sotto ad una croce, diventata quasi una pressa. Con il peso di qualcosa mai sperimentato prima.

È il peso di non poter più vivere la normalità del passeggiare liberi e dell’abbracciarsi lieti. È il peso di non poter più andare a trovare i nonni per doverli salvaguardare dal contagio.

È il peso di non poter più andare a scuola o al lavoro dove poter far esplodere i talenti. È il peso del vedere le possibilità farsi buco e togliere il respiro dell’aria aperta. E, intanto, si volge lo sguardo attorno, in cerca di qualcosa a cui aggrapparsi, di qualcuno verso cui tendere la mano e farsi sussurrare che resta poco della notte.

E sembra di sentire i passi del messaggero di liete notizie venire incontro all’oggi. Realtà o allucinazione?

  1. Donaci, Signore, orecchio attento

per saper captare i suoni

che vengono dal di là del lamento.

Sono suoni di canto, sono canti di festa,

sono feste di liberazione.

Aiutaci, Signore, ad anticiparne il riverbero

nell’oggi che viviamo. 8

 

III stazione

Gesù incontra la madre

  1. Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
  2. Perché con la tua croce hai redento il mondo

L1. «Simeone parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima” […] Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore».

Lc 2, 34-35. 51 9

L2. L’umanità non resiste davanti al configgersi di un virus nelle fenditure della storia dei suoi figli e delle sue figlie. È come una madre che sente il grido della paura, lo custodisce amaro nel cuore, ma non rimane inerme. Mette in moto tutte le possibilità di donazione che porta compresse per arrivare a tutti e poter dire: non temere!

È come una madre che sente il verso di ogni singhiozzo smorzato, lo custodisce amaro nel cuore, ma non rimane ingessata. Diventa creativa per rendere possibile la solidarietà e la compassione per far sentire a tutti il suo: io sono con te!

È come una madre che si sente tremendamente umana nel sentire perdersi come persi sono gli sguardi dei suoi figli e delle sue figlie, li custodisce pungenti nel cuore, ma non rimane inchiodata. Va incontro e si getta ai piedi di ognuno, lavandoli nel catino del servizio, per far sentire a tutti il suo: ti voglio bene!

  1. Grazie, Signore, per l’umanità capace di farsi madre.

Per le mani di chi si mette a servizio rischiando la vita.

Per le parole di chi ha il vaccino della speranza

per vincere il virus della disperazione.

Per chi non resta a guardare

ma trova il modo per farsi madre premurosa per qualcuno. 10

 

IV stazione

Gesù è aiutato dal Cireneo

  1. Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
  2. Perché con la tua croce hai redento il mondo

L1. «Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, che veniva dalla campagna, gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù».

Mt 27,32; Lc 23,26 11

L2. L’associazione Cirenei nel mondo inizia ad infittirsi di nomi. Crescono a dismisura le richieste di tesseramento. Sembra che il virus temuto abbia messo la corona sulla voglia tutta umana di farsi prossimi! Tutte richieste con su scritto nome e cognome, accompagnate da una foto tessera, perché, sulla strada della prossimità, c’è chi vuole metterci la faccia… e, con essa, la vita a disposizione di tutti.

E troviamo Mario, il medico di terapia intensiva che ormai vive senza tempo chiuso nel suo reparto a cercare un modo per far guarire. E troviamo Stefano, il sergente d’aeronautica e allievo infermiere che sta preparando la caserma a trasformarsi in casa per chi ha bisogno di protezione per poter guarire. E ci troviamo anche la richiesta di Martina, la ricercatrice che ormai ha deciso di voler sconfiggere il virus a colpi di esperimenti.

E, tra le richieste di tesseramento, c’è anche quella di Ada, 69 anni, che non può più recarsi nel suo luogo di pace dove ogni giorno si nutriva di Cielo e ora ha deciso di sollevare pesi con la forza della sua preghiera semplice. Tutti cirenei dell’oggi!

  1. Quando chiami, Signore, nessuno ha la forza di voltarti le spalle. Soprattutto quando la tua Voce indica il fratello con l’ala penzolante che non riesce più a volare da solo perché sfiancato da un virus che toglie il respiro.

E la tua voce, giunta nel cuore di ognuno, si muta in voglia di dare il meglio di sé per sollevare ogni vita dal lastrico della solitudine e dell’abbandono. 12

 

V stazione

Una donna asciuga il volto di Gesù

  1. Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
  2. Perché con la tua croce hai redento il mondo

L1. «Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini».

Is 53,2-3 13

L2. A chi si sta facendo instancabilmente volto di misericordia vorremmo poterglielo dire: non mollare, abbiamo bisogno di te! E vorremmo quasi avvicinarci per asciugargli il volto dal sudore del suo dar volto all’Amore. Sono in tanti che stanno percorrendo la via della Croce da protagonisti, spendendosi fino all’ultimo per dare speranza ad un popolo che sembra perderla ad ogni bollettino delle 18.

Sono in tanti che stanno seguendo l’esempio di Colui che ha insegnato a dare la vita per i propri amici, consapevoli che non c’è amore più grande. Sono in tanti che stanno consumando dalla banca del tempo ciò che dovrebbero spendere per sé, consapevoli che è dando che si riceve.

E noi vorremmo avvicinarci ad ognuno per poter asciugar loro il volto, con il lino della nostra gratitudine.

  1. Dona fiducia, Signore, a chi – oggi – sta dando la vita per il bene e la salvezza di tutti.

Seguono il tuo esempio, con la tua stessa carica di Amore.

Fa’ che in ogni stante sentano la nostra gratitudine e riconoscenza trasformarsi in forza ed entusiasmo.

Dono loro, Signore, il coraggio di mettercela tutta fin sulla cima della gioia sgorgata dall’essersi fatti dono… per noi e per tutti. 14

 

VI stazione

Gesù è spogliato delle vesti

  1. Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
  2. Perché con la tua croce hai redento il mondo

L1. «I soldati si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. La tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: “Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca”».

Mt 27,34-35; Gv 19,23-24 15

L2. L’oggi ci sta mettendo a nudo. Sta, ancora una volta, strappandoci di dosso quell’abitudine a sentirci tutti d’un pezzo, mettendo a nudo la nostra fragilità. Da cima a fondo, dalla testa ai piedi, ci stiamo svelando a noi stessi per quello che siamo: creature fragili, con la fame e la sete di Amore.

E l’alto isolamento verso cui ci stanno portando gli accadimenti si fa rinnovata possibilità per guardarsi con uno sguardo di carità intensiva per farsi abbraccio a se stessi, senza permettere a nessuno di tirare a sorte la nostra gioia e la nostra speranza, perché è quell’abito tagliato su misura per ciascuno di noi in cui scopriamo continuamente di essere benedetti, proprio perché fragili, proprio perché bisognosi di uno sguardo capace di coprire le nostre nudità, trasformandole in possibilità di salvezza.

  1. Coprici, Signore, perché ne abbiamo bisogno!

Copri la nostra miseria con la tua misericordia,

copri la nostra paura con la tua forza,

copri la nostra tristezza con la tua gioia,

copri ogni nostra sconfitta con il tuo Amore

che rende sempre possibile ogni cosa. 16

 

VII stazione

Gesù muore in croce

  1. Ti adoriamo o Cristo e ti benediciamo.
  2. Perché con la tua croce hai redento il mondo

L1. «Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. E, chinato il capo, spirò».

Lc 23,46; Gv 19,30 17

L2. Il Crocifisso lo abbiamo tutti rivisto nel volto del dottore Li Wen Liang. Non ha mai voluto essere un eroe. Aveva ancora tanti sogni da realizzare e tante persone da abbracciare, a partire dalla moglie e dalla creatura attesa di cui non aveva ancora visto il volto e pronunciato il nome. Non ha mai voluto essere un eroe.

Ma i suoi malati, con i loro sguardi speranzosi di vita, lo hanno crocifisso con la loro innocenza e con il bisogno di qualcuno disposto a dare la vita per loro. Chi l’avrebbe mai detto che proprio lui, che aveva scelto di salvare vite, proprio per quella sua vocazione, avrebbe perso la sua?

Sembra quasi che quegli occhi, che forse abbiamo fissato in modo distratto tra le coperte bianche del suo Golgota, fossero la fotografia di Colui che ha dato la vita per salvarci dal peccato e dalla morte! E alle ultime parole del Signore: Tutto è compiuto, sembra che Li abbia trovato ispirazione per pronunciare le sue: La mia anima è in paradiso.

  1. Signore, se siamo così distratti davanti al tuo Amore,

è perché abbiamo un po’ tutti la memoria corta.

Dopo questo ennesimo disastro,

fa’ che ci ricordiamo che qualcuno

ce l’ha messa tutta – la vita – per salvarci.

Fa’, che dopo questo ennesimo disastro,

impariamo cosa significa essere giusti,

per imparare a dare la vita infondendo speranza,

perché mai più nessuno soffra di paura senza fine

e tristezza profonda e disperata. 18

 

Non è la fine

  1. Dagli scritti di don Tonino Bello

Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce. La mia, la tua croce, quella di Cristo.

Coraggio. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre collocazione provvisoria. Il Calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio.

Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce. C’è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo. Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra. Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia. Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra.

Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell’uomo. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell’orario, c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.

Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

  1. Santa Maria, donna del Sabato santo, aiutaci a capire che, in fondo, tutta la vita, sospesa com’è tra le brume del venerdì e le attese della domenica di Risurrezione, si rassomiglia tanto a quel giorno.

È il giorno della speranza, in cui si fa il bucato dei lini intrisi di lacrime e di sangue, e li si asciuga al sole di primavera perché diventino tovaglie di altare. Ripetici, insomma, che non c’è croce che non abbia le sue deposizioni. Non c’è amarezza umana che non si stemperi in sorriso. Non c’è peccato che non trovi redenzione.

Non c’è sepolcro la cui pietra non sia provvisoria sulla sua imboccatura. Anche le gramaglie più nere trascolorano negli abiti della gioia. Le rapsodie più tragiche accennano ai primi passi di danza. E gli ultimi accordi delle cantilene funebri contengono già i motivi festosi dell’alleluia pasquale. Madre dolcissima, prepara anche noi all’ appuntamento con Lui.

Destaci l’impazienza del suo domenicale ritorno. Adornaci di vesti nuziali. Per ingannare il tempo, mettiti accanto a noi e facciamo le prove dei canti. Perché qui le ore non passano mai.

  1. O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore

ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato

trasmessa a tutto il genere umano,

rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio;

e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita,

l’immagine dell’uomo terreno,

così per l’azione del tuo Spirito,

fa’ che portiamo l’immagine dell’uomo celeste.

Per Cristo nostro Signore. A. Amen.

Scenda, o Padre, la tua benedizione su questo popolo, che ha commemorato la morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza nella redenzione eterna. A. Amen.

Vi benedica Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo. A. Amen.

Benediciamo il Signore. A. Rendiamo grazie a Dio.

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