Capolavori – Il Trittico del Salvatore

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F12.largeII Trittico del Salvatore, protagonista della secolare festa dell’Inchinata, è collocato nell’omonima cappella a sinistra prima della sacrestia e consta di due parti: le tavole dipinte (esposte in alto al centro della cappella) e il rivestimento argenteo (dal 1996 collocato entro una teca per garantire particolari condizioni di conservazione). Il Trittico è una tempera su tavola, eseguita con grande profusione d’oro e munita di due sportelli di protezione. La tavola centrale raffigura il Salvatore in trono, Risorto, come docente, lo sportello di sinistra la Madonna, quello di destra San Giovanni Evangelista. La figura del Salvatore colpisce per la ieratica maestà e rientra fra le immagini derivate da quella del Sancta Sanctorum di Roma (V-VI sec.). Nella parte inferiore la scena della Dormitio Mariae, narrata secondo le leggende apocrife, mostra la Madonna sul letto di morte, circondata dagli Apostoli, mentre Cristo accoglie con la mano sinistra una bambina, che rappresenta l’anima di Maria, attesa in alto dall’arcangelo Gabriele, sua scorta verso il paradiso. Lo sportello di destra raffigura San Giovanni Evangelista in piedi mentre con la mano sinistra dispiega un cartiglio sul quale sono scritte le parole d’inizio del suo Vangelo. La scena sottostante rappresenta il Transito dell’Evangelista, che, secondo la leggenda, ormai quasi centenario, attese la morte dentro il sepolcro preparato per lui in una chiesa.

trittNel 1449 fu eseguita l’attuale coperta argentea, ritenuta opera di oreficeria lucchese. Come si evince dalle iscrizioni in alto, il rivestimento dei due sportelli venne realizzato a spese della nobile Caterina Ricciardi, che risulta ascritta all’arciconfraternita del Salvatore nel 1435: le due valve sono decorate a sbalzo con le figure e i simboli dei quattro Evangelisti, con la scena dell’ Annunciazione e con le immagini dei Santi Pietro, Paolo, Lorenzo e Alessandro. Il pannello centrale fu rifatto invece su iniziativa del priore Antonio Scensi, come indica l’iscrizione alla base del semicatino soprastante la figura del Salvatore in trono.

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