“Chiediamo per noi un cuore umile, che si affida alla volontà del Padre”. L’omelia di don Fabrizio nella Messa di oggi 27 marzo

Pubblicato giorno 27 marzo 2020 - Omelie

omelie_2
Condividi su:   Facebook Twitter Google

«La Parola che abbiamo ricevuto in dono in questo venerdì di Quaresima ci invita a guardare alla croce del Signore. Dalla Sapienza abbiamo ascoltato le minacce degli empi: “Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti, per conoscere la sua mitezza e saggiare il suo spirito di sopportazione. Condanniamolo a una morte infamante, perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà”. Gli empi sono quelli pieni di se stessi, gonfi, e quindi vogliono mettere alla prova il giusto. Queste minacce si sono compiute pienamente in Gesù Cristo, però il giusto non è stato abbandonato. La preghiera guidata dal Papa che abbiamo seguito, è stata un grande invito alla fede. Anche in mezzo alla tempesta, alle difficoltà più grandi della vita, siamo chiamati ad avere fede. Anche quando ci sembra di essere travolti dalla tempesta e il Signore sembra dormire. Ci domandiamo se il nostro atteggiamento è di fiducia in Dio oppure ci sentiamo abbandonati. Nel Vangelo abbiamo ascoltato che volevano uccidere ed eliminare Gesù. Ma Lui risponde, “Voi mi conoscete e sapete di dove sono”. Cioè voi pensate di sapere tutto di me, eppure io non sono venuto da me stesso, “ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato”. Avere fede significa avere un atteggiamento di umiltà e di ascolto, abbandonare le false sicurezze, che davanti al pericolo crollano. Fede è fiducia, anche nei momenti più difficili. Gesù non sfida la morte, ma sa che c’è un tempo che è nelle mani del Padre. “Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora”. Gesù non è un presuntuoso che sfida la morte, ma Colui che ha fede nel Padre, e sa che il Padre non lo abbandonerà neanche nella morte. Con questa fiducia attende l’ora stabilita dal Padre. Chiediamo anche per noi un cuore umile, che non sia accecato dalla presunzione, ma che si affidi profondamente al Padre in ogni momento della vita. Anche quando sarà il momento della nostra morte, che quello sia il momento della fiducia e dell’abbandono più grande nelle mani del Padre. Lo chiediamo per intercessione materna di Maria».

Condividi su:   Facebook Twitter Google

Lascia un commento

  • (will not be published)