“Dio è entrato nella storia in punta di piedi con il sì di Maria”. L’omelia di don Fabrizio nella Messa di oggi 24 marzo

Pubblicato giorno 24 marzo 2020 - Omelie

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«La celebrazione di questa sera ci mette in un mistero grandissimo, quello dell’incarnazione del Figlio di Dio. La realtà di Dio che entra nella storia umana, storia di fragilità e di debolezza. È significativo che un mistero così grande richieda una risposta di fede. Stiamo vivendo una realtà di violenza, il virus aggredisce senza chiederci il permesso. Dio non aggredisce. Entra in punta di piedi. Abbiamo ascoltato il profeta: “’Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto’. Ma Acaz rispose: ‘Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore’”. Quasi a dire “non mi fido”, e questo è tremendo. Perché il momento di grazia è un momento di fede, nel quale il Signore chiede anche a noi di affidarci a Lui nel profondo del cuore. Il papa ieri ci parlava del coraggio della preghiera, come Abramo che davanti a Sodoma ha il coraggio quasi di contrattare con Dio quei pochi giusti. Il coraggio della preghiera. Questa mattina invece il Papa, commentando questo vangelo, portava l’esempio proprio di Acaz, uomo tiepido nella fede, che si lamentava. Fede significa avere coraggio di fidarci di Dio. Acaz non ha questo coraggio. Continua il profeta: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele, perché Dio è con noi”. Nonostante il peccato, la nostra durezza di cuore, Dio porta avanti questa promessa e la compirà fino in fondo per la fede di Maria, per la fede della Chiesa. Allora ci domandiamo, come ci poniamo davanti al Signore, ci fidiamo o no? Anche in questo tempo così particolare, quando tocchiamo con mano il potere della morte, ci fidiamo di Dio? Domani a mezzogiorno ci sarà l’invito a tutti i cristiani del mondo a rivolgersi al Padre, invocando la Sua misericordia. Venerdì ci sarà l’adorazione di Gesù nell’eucarestia. Gesù ha guarito tanti malati e ci ha liberati dalla morte con la Sua morte. Il papa ci invita a questi momenti come coraggio della fede. Ma quale fede c’è nei nostri cuori? La fede è un dono di Dio, che va implorato al Signore. Maria è consapevole della sua povertà, tanto è vero che chiede all’Angelo “come avverrà questo?”. Ma l’angelo risponde “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Cioè fidati di Dio. Ogni eucarestia che celebriamo è questo mistero della presenza di Dio in mezzo a noi. Chiediamo la grazia di celebrare questi santi misteri con la fede di Maria, con la fede della Chiesa, e ancora una volta questa presenza sarà in mezzo a noi».

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