“Il Signore conosce profondamente il nostro cuore, e ci conduce alla vita vera, quella che non avrà mai fine”. L’omelia di don Fabrizio nella Messa della III Domenica di Quaresima

Pubblicato giorno 15 marzo 2020 - Omelie

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«Abbiamo ascoltato la testimonianza dell’apostolo Paolo: “giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio”. In questa domenica la parola del Signore ci mette dinanzi questo popolo che vaga nel deserto e soffre per mancanza di acqua. Tanto che si ribella. Il Signore dice a Mosè, continuate ad avere fede. Quante volte anche noi ci troviamo immersi nella fatica del cammino. In questi giorni lo stiamo avvertendo ancora di più, siamo smarriti. Il Signore ci chiede di avere fede. Continua Paolo: “La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. Noi sappiamo che il cammino quaresimale vuole condurci a rinnovare nella notte della Pasqua la grazia del battesimo. Dio ci ha amato per primo. Noi siamo stati battezzati appena nati, senza alcuna consapevolezza dell’amore del Signore, perché l’amore di Dio ci precede e ci accompagna da sempre. Questo Spirito di cui parla Paolo noi l’abbiamo già ricevuto, e non per i nostri meriti, infatti scrive “quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi”. Cioè, Dio ci ha amati per primo. Questo è fuori da ogni nostro orizzonte umano. “A stento – prosegue San Paolo – qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”. Questo è il tempo che il Signore ci dona per poter riscoprire l’amore che ci precede, ci accompagna sempre, anche nei momenti difficili. Allora chiediamo che questo possa diventare il tempo di una fede rinnovata. Fede vuol dire fiducia, ascolto, obbedienza a Dio, non per paura, ma per amore. Vuol dire collaborare a quest’opera del Signore, cioè accogliere e testimoniare il suo amore verso tutti, anche in questo tempo nel quale ne abbiamo particolarmente bisogno. Chiediamo la grazia di non lasciarci vincere dallo smarrimento, quasi che ciascuno di noi scappasse via all’impazzata. Invece, raccogliere la vita nel Signore, attingere forza, condividere il suo amore, seminare insieme con lui. Questa donna samaritana, che è segno del popolo di Israele che ha tradito il Signore, e che Gesù va a cercare. Questa donna ha avuto la grazia di ritrovare il Signore. È come se dicesse, dopo quell’incontro inaspettato al pozzo di Giacobbe, Venite a vedere colui che mi ha salvato, colui che conosce tutto della mia vita. Ecco, che il Signore conceda anche a noi di poter riscoprire come lui conosce profondamente il nostro cuore, e ci conduce alla vita vera, quella che non avrà mai fine, quella della comunione piena con lui e con i fratelli».

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