“Il Signore si commuove quando vede la nostra tristezza”. L’omelia di don Samuele nella Messa di oggi 28 marzo, prefestiva della V domenica di Quaresima

Pubblicato giorno 28 marzo 2020 - Omelie

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«Oggi le letture ci mostrano l’atteggiamento della speranza, che siamo chiamati a vivere particolarmente in questo tempo difficile. Spesso la speranza è soffocata da una pietra. Ma il Signore è con noi e non ci lascia mai soli. Nella prima lettura, Dio attraverso il profeta Ezechiele ci rende consapevoli che noi apparteniamo a Lui. “Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio”. La pietra del sepolcro rappresenta la pietra che sta sul nostro cuore, lo soffoca. Il nostro cuore spesso è chiuso, e a volte manda anche cattivo odore, perché non respira più, non ascolta ciò che Dio vuole dirci. Il Signore è Dio della vita, della resurrezione. A Marta chiede “credi questo?”, lei risponde, “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo”. È questo l’atteggiamento del cristiano, Gesù è il Cristo ed è per la nostra salvezza. Marta e Maria mandano dei messaggeri a Gesù, per pregarlo di venire. La preghiera deve andare direttamente al cuore di Gesù. Lui non è indifferente alle nostre sofferenze, mai, e nemmeno oggi è indifferente. Si commuove profondamente, ha i nostri stessi sentimenti, nel Vangelo di Giovanni si dice che “fu molto turbato”. Si commuove anche perché vede la nostra tristezza. E chiede “dove l’avete posto?”. Dove abbiamo posto il nostro cuore oggi? Come dice il salmo “Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia supplica” e ancora “Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola. L’anima mia è rivolta al Signore più che le sentinelle all’aurora”. Questo è l’atteggiamento di Marta e Maria, hanno sperato nel Signore. Il nome Lazzaro significa colui che Dio ha aiutato. Ognuno di noi può essere Lazzaro, colui che Dio aiuta, ogni giorno. Dobbiamo solo avere la forza di chiedere a Lui di spostare la pietra che ci soffoca, di scioglierci le mani e i piedi legati, che ci impediscono di vivere appieno la fede, di liberarci dall’odore cattivo che emaniamo. Dobbiamo avere la consapevolezza che con il Battesimo siamo stati unti con l’olio del crisma, che è un balsamo profumato. Siamo chiamati a risorgere nella vita, a sentire il profumo di Cristo, ad essere liberi da ogni schiavitù, ad andare verso la speranza e la gioia. Possiamo essere persone di fede. “Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui”, ci dice Giovanni. Ecco, crediamo in Gesù, siamo come le sentinelle che aspettano con gioia l’aurora, con l’anima rivolta al Signore. “Con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione”. Amen».

La resurrezione di Lazzaro (particolare), affresco di Vincenzo Manenti (XVII secolo) nel Duomo di Tivoli (cappella del SS.mo Salvatore).

La resurrezione di Lazzaro (particolare), affresco di Vincenzo Manenti (XVII secolo) nel Duomo di Tivoli (cappella del SS.mo Salvatore).

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