“La Quaresima è un tempo per ritrovare noi stessi, superare gli abissi di orgoglio e indifferenza”. L’omelia di don Fabrizio nella Messa di oggi 12 marzo

Pubblicato giorno 12 marzo 2020 - Omelie

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«Commentando questo passo del Vangelo, il Papa, nella Messa di questa mattina a Santa Marta, ha sottolineato due aspetti. Il ricco sa che c’è il povero Lazzaro alla sua porta, ma non se ne cura. Papa Francesco ci invitava a riflettere su quante cose noi sappiamo, ma poi facciamo finta di niente. E così rimangono tante sofferenze, tante situazioni difficili intorno a noi. Chiudiamo gli occhi. Perché non c’è collegamento tra l’intelligenza, il vedere e il cuore, e rimaniamo chiusi, indifferenti. Questo produce un abisso, quello stesso abisso che rende la richiesta del ricco ad Abramo impossibile. Il Vangelo ci vuole dire che l’indifferenza, la mancanza di amore scavano un abisso. L’altro aspetto sottolineato dal Papa: il povero Lazzaro ha un nome, il ricco non ha un nome. L’indurimento del cuore cancella addirittura la persona. Il tempo quaresimale che il Signore ci dona è un tempo per ritrovare noi stessi e camminare insieme, per superare gli abissi di orgoglio e indifferenza. Questa mattina in Cattedrale il Vescovo ha rinnovato la consacrazione della nostra Diocesi di Tivoli, anche di Palestrina e del mondo intero, a Maria Immacolata, come era stato fatto nella peste del 1656. L’egoismo è un virus ancora più grave. Ci affidiamo a Maria perché questo tempo quaresimale sia tempo di conversione e di riconciliazione con Dio e con i fratelli».

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