“Mettiamoci in cammino ogni giorno con la forza della fede”. L’omelia di don Fabrizio nella Messa di oggi 23 marzo

Pubblicato giorno 23 marzo 2020 - Omelie

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«Questa mattina il papa ci invitava a guardare alla fede del funzionario del re che si rivolge a Gesù, avendo il suo figlio malato. Il papa dava alcune caratteristiche sulla preghiera. Innanzitutto la fiducia in Dio che ascolta. Non è una valanga di parole vuote, ma una forma di fiducia nell’amore misericordioso e fedele del Padre. Questa fiducia viene messa alla prova. Gesù stesso dice al funzionario: “Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”. Era la secondo volta che Gesù andava a Cana di Galilea, ed era rimasto il ricordo del miracolo che lì aveva compiuto, il funzionario probabilmente aveva sentito parlare del miracolo, ma Gesù lo mette alla prova. La fede non è qualcosa che va avanti per forza d’inerzia, per abitudine, ma è come una fontana zampillante, che richiede una freschezza. Il ricordo del passato è come la radice di una pianta ma la fede deve essere viva oggi. Quando Gesù dice “Se non vedete segni e prodigi, voi non credete” il funzionario è come se rispondesse ‘Tu agisci adesso’, perché la sua è una fede viva, un’invocazione viva, “Signore, scendi prima che il mio bambino muoia ”. Tante volte rischiamo di pregare a papagallo, superficialmente, ma la preghiera autentica è carica di fiducia, oggi. E poi il Papa diceva ancora che la preghiera è perseverante, non si arrende davanti alle difficoltà. “Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”. Potrebbe sembrare un’umiliazione questa risposta di Gesù, ma il funzionario del re non sbraita, non si incattivisce, non fa come Naaman il Siro che sbatté la porta al profeta. Nel funzionario c’è una profonda fede, e c’è questa perseveranza nella fede, questo insistere. La preghiera è inoltre coraggiosa, diventa quasi come una sfida con Dio, diceva il Papa. È significativo che nel Vangelo di oggi il funzionario creda alla parola di Gesù “Va’, tuo figlio vive” e si metta in cammino per la fede. Ci dovremmo domandare se anche i nostri passi, le nostre azioni siano veramente dettati dalla fede, oggi che siamo così smarriti, così confusi e così impauriti. Questo rimetterci in cammino ogni giorno per la forza della fede. “Mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: ‘Tuo figlio vive!’. Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: ‘Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato’. Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: ‘Tuo figlio vive’”. Nel vangelo di Giovanni, mezzogiorno è l’ora della rivelazione, l’ora in cui Gesù è innalzato sulla croce. Dalla croce sgorga la vita. In questi momenti ci dovremmo domandare se ci lasciamo imprigionare dalla paura, o la fede ci sostiene. Se la fede ci permette di non essere travolti ma di condividere con Gesù il combattimento, nella fraternità, e di ottenere da Lui la misericordia. Chiediamo che questo non sia tempo di paura e di paralisi,ma di ascolto, fiducia, comunione, seminagione insieme con Gesù. Chiediamolo per l’intercessione materna di Maria».

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