Visita Virtuale – Abside e Navata

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Abside

DSC09498Il presbiterio ha l’abside divisa da quattro lesene e sul davanti è delimitato da due pilastri che sorreggono l’arco trionfale. Sopra gli stalli del coro in legno, al centro del quale si trova la Cattedra episcopale della Chiesa Tiburtina, nel 1816, per volontà di Pio VII e per mano del pittore romano Angelo De Angelis, furono eseguite quattro tempere sul muro absidale, che raffigurano da sinistra: San Getulio arrestato e condotto al martirio; Santa Sinforosa davanti all’imperatore Adriano; San Simplicio che scaccia la filosofia e gli idoli pagani; San Pietro che predica il Cristianesimo a Tivoli. In alto, nel catino absidale, è raffigurata un’Apoteosi di santi e personaggi dell’Antico Testamento (si riconoscono S. Lorenzo, Santa Sinforosa, San Pio V, Sant’Antonio da Padova, San Giuseppe, San Giovanni Battista, San Longino, Re Davide, Mosè, Aronne). Al centro una fastosa rappresentazione della Santissima Trinità e della Vergine Maria. L’altare maggiore è dedicato al martire tiburtino San Generoso. Tale sistemazione fu curata dal capitolo della Cattedrale net 1704, dopo il terremoto che un anno prima aveva gravemente danneggiato l’Italia centrale, colpendo anche Tivoli. Dietro l’altare, al centro della curva absidale, è la tela di Pietro Labruzzi con San Lorenzo davanti al giudice prima del martirio (1800).

Navata

Nella grande volta a botte della navata, nel riquadro presso l’arco trionfale, Angelo De Angelis raffigurò la Religione tra i santi tiburtini Severino monaco, Quirino sacerdote e Vincenzo martire, nel riquadro centrale San Lorenzo in una gloria angelica; net terzo riquadro sopra la porta d’ingresso la Fede tra le Sante Erundine, Romula e Redenta, ritenute di Tivoli. Nelle vele della volta, sopra le finestre,sempre De Angelis rappresentò entro tondi i dodici Apostoli, ad eccezione di Simone e Taddeo, che sono raffigurati ai lati del finestrone della controfacciata, sulla quale, ai fianchi della porta, sono le figure dei Santi Amanzio martire e Cleto confessore, entrambi tiburtini. In questa opera di decorazione pittorica De Angelis si avvalse della collaborazione degli ornatisti Brogghi e Sebastiani, non altrimenti noti, per l’esecuzione dei motivi geometrici e ornamentali.

(Fonte: C. Pierattini, La Cattedrale di San Lorenzo a Tivoli, 2008)

 

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